Dati relativi all’incidenza della Legionellosi nel nostro paese.
Nel 2022 sono stati registrati in Italia 3011 casi, con un incremento del 14% rispetto all’anno precedente, di cui il 77% è stato notificato da sei regioni: Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Veneto, Lazio e Piemonte e il restante 23% dalle rimanenti Regioni e Province Autonome.
L’incidenza è stata di 51,9 casi per milione di abitanti. L’età media dei pazienti è stata di 66,2 anni, con il 67,3% dei casi tra individui di almeno 60 anni, e il 69% dei casi confermati riguardanti il sesso maschile.
Dei casi notificati, n.355 sono stati associati a strutture ricettive.
In generale, si osserva un notevole aumento del trend dell’infezione da Legionellosi, si è passati infatti dai 2037 casi notificati nel 2017 ai 2726 del 2021, fino ai circa 4000 casi del 2024.
Tra le cause principali di tale incremento vi è il cambiamento climatico che influenza l’abbondanza e l’ecologia di patogeni naturalmente presenti nell’ambiente.
La malattia del legionario mostra un andamento stagionale con un picco durante l’estate. Il prolungarsi di stagioni calde infatti può determinare un aumento del rischio di contrarre la malattia.
Le alte temperature registrate durante tutti i mesi estivi contribuiscono al surriscaldamento delle tubature degli impianti, instaurando pertanto le ottimali condizioni di proliferazione del batterio. Ad oggi infatti risulta più frequente, rispetto al passato, l’abbondanza di Legionella spp. anche nei campioni di acqua sanitaria fredda.
Alla luce dei dati emersi, gli addetti ai lavori stanno provvedendo alla revisione delle normative di settore, la cui pubblicazione è prevista per il 2025.
In vista di tali cambiamenti ricordiamo che ad oggi le Linee guida per la prevenzione e il controllo della Legionellosi riportano che “è d’obbligo che il gestore di ogni struttura turistico-recettiva effettui con periodicità (biennale, preferibilmente annuale) la valutazione del rischio “legionellosi”, mentre non ci sono indicazioni sulle frequenze analitiche dei campioni di acqua, fortemente raccomandate con cadenza almeno annuale.
L’analisi dei campioni può consentire di adottare adeguate misure di controllo e
prevenzione della Legionellosi, contribuendo alla crescita della salute pubblica, ma resta necessario evidenziare che, pur essendo disponibili diversi prodotti e strumenti di bonifica ambientale, il microrganismo risulta molto difficile da eradicare completamente dagli impianti.
Un’adeguata strategia di intervento dovrà quindi tendere al contenimento della sua carica microbica, applicando “a monte” misure di prevenzione indirizzate a evitare quelle condizioni che favoriscono la presenza di Legionella e la sua proliferazione.
(Fonti: Registro Nazionale delle Legionellosi dell’Istituto Superiore di Sanità; www.epicentro.iss.it; www.arpa.marche.it; veterinariaalimenti.sanita.marche.it ; )
IGISIC Studio di Umberto Bevilacqua